Sergio Mauri è uno dei pochi dj producer a far ballare tutta l’Italia o quasi. Specializzato in fashion club, spesso è guest a Brescia e nella sua Bergamo, spesso suona in Piemonte, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia. I suoi dischi stanno avendo un buon successo internazionale e tra i più recenti ci sono “Faling Over” e “Borderline”. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare cosa pensa del clubbing italiano.
Cosa cambieresti dei locali italiani che frequenti come dj guest?
"In alcuni cambierei l’impianto audio, in altri i 'direttori artistici' che preferiscono ospitare tronisti o comprare il divano nuovo e il lampadario all’ultimo grido, anziché puntare sulla qualità della musica che viene proposta in console".
Cosa invece ti sembra stia migliorando nella situazione dei locali?
"La mentalità dei direttori artistici più giovani. Sono più attenti all’esatto opposto di ciò che descrivevo prima, ossia badano alla musica, alla console… insomma a ciò per cui è stata inventata e creata la discoteca".
Questa crisi della notte c'è davvero? E se c'è, come possiamo farla finire?
"Non c’è vera crisi. Ci sono realtà più serie che funzionano, ed altre meno serie che proprio grazie al minor giro di denaro, non decollano. Ed è una fortuna. Basta vedere cosa succede quando si organizzano eventi importanti con ospiti importanti… il pubblico risponde sempre alla grande con numeri e presenze che non hanno nulla da invidiare al clubbing estero".
Info su www.sergiomauri.com
Lorenzo Tiezzi