In occasione della Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare che si terrà il 5 febbraio, Cuki ha siglato una collaborazione con i Cuochi dell’Alleanza di Slow Food. Obiettivo: divulgare l'uso della doggy bag, uno strumento utile a contrastare lo spreco alimentare nella ristorazione, che all’estero è ormai sdoganato ma che in Italia stenta ancora a decollare.
Proprio la doggy bag è al vaglio delle istituzioni a seguito della proposta di legge per renderla obbligatoria nei ristoranti, seppur alcuni chef abbiano già avanzato dei dubbi a tal proposito, schierandosi contro l'obbligatorietà.
Da parte sua, Cuki torna a ribadire l'importanza delle pratiche che possono arginare il fenomeno e lo fa evidenziando i numeri: da quando è partita l'iniziativa Cuki Save the Food, nel 2011, sono state salvate e redistribuite ben 24 milioni di porzioni di cibo.
Dal 2016 Cuki ha coinvolto anche la ristorazione collettiva, avviando una campagna di promozione dell’uso della doggy bag con il progetto Cuki Save Bag, una vaschetta in alluminio provvista di una fascetta in cartoncino riciclabile e con maniglia per permettere un trasporto più agevole e comodo, appositamente studiata in partnership con il Politecnico di Torino, per diffondere la pratica della lotta allo spreco alimentare anche nei ristoranti.
Giusto da poche settimane Cuki ha siglato la collaborazione con i Cuochi dell’Alleanza di Slow Food, finalizzata a divulgare l'uso della doggy bag, uno strumento utile a contrastare lo spreco alimentare nella ristorazione, che all’estero è ormai sdoganato ma che in Italia stenta ancora a decollare. Proprio la doggy bag è al vaglio delle istituzioni a seguito della proposta di legge per renderla obbligatoria nei ristoranti, seppur alcuni chef abbiano già avanzato dei dubbi a tal proposito, schierandosi contro l'obbligatorietà.
Nel frattempo si pianificano nuove attività che si inseriscono nell’ottica di stimolare una sempre maggiore attenzione verso la responsabilità sociale e l’economia circolare, condizionando positivamente il pensiero alla base delle decisioni aziendali, sempre più orientate a contrastare lo spreco alimentare.