Mentre Palazzo Strozzi ospita la grande mostra dedicata a Mark Rothko, il Bar Artemisia dell’Hotel Savoy Florence celebra l’artista con “Maestro of Colours”, una drink list ispirata ai suoi dipinti.
Il bar manager Federico Galli firma quattro cocktail che trasformano i celebri campi cromatici di Rothko in drink tra arte contemporanea, colore e lifestyle nel cuore di Firenze
A Firenze la primavera 2026 si tinge dei colori intensi di Mark Rothko. Dal 14 marzo al 23 agosto, Palazzo Strozzi ospita una delle più importanti mostre mai dedicate al maestro dell’espressionismo astratto, un progetto espositivo che esplora il rapporto tra le sue celebri campiture di colore e la tensione tra misura classica e libertà espressiva.
Un dialogo che, in modo inaspettato ma naturale, si estende anche alla miscelazione. A pochi passi da Palazzo Strozzi, nel cuore di Piazza della Repubblica, l'Hotel Savoy Florence celebra l’evento con una cocktail list speciale firmata dal suo bar manager Federico Galli.
"Maestro of Colours", la nuova drink list del Bar Artemisia
La carta, intitolata “Maestro of Colours”, nasce all’interno del Bar Artemisia, lo spazio dedicato alla mixology nato dalla visione del leggendario bartender Salvatore Calabrese. A quasi un anno dalla sua inaugurazione, il bar conferma così la propria vocazione: intrecciare cultura contemporanea, ospitalità e drink d’autore.
Il punto di partenza è semplice quanto evocativo: trasformare i colori di Rothko in cocktail. Il risultato è una mini drink list composta da quattro proposte, ognuna ispirata a uno dei dipinti dell’artista e costruita attorno a un preciso universo cromatico.
Il Red Horizon, ispirato a Untitled Red and Yellow del 1952, gioca sulle tonalità calde con una base di rum arricchita da spezie, Yerbito (liquore di yerba mate) e vino rosso. Il risultato è un drink strutturato e intenso, che richiama la profondità delle superfici pittoriche dell’artista.
Più classico ma reinterpretato in chiave contemporanea è il Nocturne Vermillon, ispirato a Untitled Red and Black del 1953. Qui il riferimento cromatico diventa un Negroni arricchito da una spuma di more, con Campari, Vermouth Mancino Amaranto e Tanqueray gin a costruire una struttura aromatica decisa e a garantire un colpo d’occhio davvero artistico.
La palette cambia con Golden Silence, ispirato a Untitled Yellow and Blue del 1954: un cocktail “luminoso” che unisce Venturo Aperitivo, Vodka Altamura, succo di limone e nettare di pesca, giocando su contrasti freschi e solari.
Chiude la carta Milky Light, drink analcolico ispirato a Untitled White Center del 1950, dove lavanda, coconut cream e passion fruit costruiscono un profilo morbido e aromatico. Assolutamente da assaggiare.Minimalismo, colore e percezione visiva diventano così strumenti anche per la mixology. Proprio come nei dipinti di Rothko, il colore non è solo estetica ma esperienza, capace di evocare sensazioni e profondità emotiva.
Nel contesto elegante del Savoy, la drink list “Maestro of Colours” dimostra come l’arte possa uscire dalle sale dei musei e trovare nuove forme di racconto anche dietro il bancone di un cocktail bar. Un piccolo omaggio liquido a uno dei grandi maestri del Novecento, nel momento in cui Firenze torna a dialogare con la sua visione del colore.
Federica Bucci