Quadri Bistrot, quando la mixology dialoga con il fine dining

Una squadra giovane ed entusiasta, un dialogo costante tra cucina e cocktail bar e grandi ambizioni: sono questi i punti di forza di Quadri Bistrot, ristorante fine dining dello chef Riccardo Quadri a...

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Una squadra giovane ed entusiasta, un dialogo costante tra cucina e cocktail bar e grandi ambizioni: sono questi i punti di forza di Quadri Bistrot, ristorante fine dining dello chef Riccardo Quadri aperto da una manciata di mesi in zona Moscova a Milano, nei locali che ospitavano il ristorante Pisacco di Chef Berton.

Quello della mixology al ristorante è una tendenza emergente che ogni nuova apertura difficilmente può ignorare, e infatti e forse non a caso l’ingresso su via Solferino è tutto dedicato al bar, con una zona lounge e il lungo bancone del cocktail bar, un pezzo unico realizzato da un artigiano lombardo, che si sviluppa in profondità.

Italia e Francia
Il ristorante è il primo locale del 29enne chef Riccardo Quadri. Ticinese con studi di economia e finanza a Londra, prende la sliding door per seguire la passione per la cucina, perseguita alla Scuola Internazionale di Cucina Alma, e rafforzata dalle esperienze prima a Lugano a Villa Principe Leopoldo e presso il Ristorante Da Candida con chef Bernard Fournier, dove sperimenta la cucina francese, poi con Carlo Cracco, in un percorso che da Carlo e Camilla in Segheria lo porta al Ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele e infine da Cracco Portofino, con un intermezzo da Yannick Alléno presso il Resort Réva in Piemonte.

La sua è una cucina stagionale, con materie prime d’eccellenza prevalentemente italiana, innovativa e moderna con una grossa impronta francese sia nelle preparazioni sia nel gusto e nelle cotture, perché è una base importante della cucina con la quale sono cresciuto, essendo nato in Svizzera.
La materia prima – a parte tre o quattro ingredienti - è tutta italiana, l’arredamento è tutto Made in Italy e la mia squadra è formata da tutti ragazzi italiani” spiega Quadri. Il suo piatto più rappresentativo è il raviolo croccante, sugo d’arrosto, salsa al Parmigiano e lievito di birra essiccato.

Italia e Francia
Il ristorante è il primo locale del 29enne chef Riccardo Quadri. Ticinese con studi di economia e finanza a Londra, prende la sliding door per seguire la passione per la cucina, perseguita alla Scuola Internazionale di Cucina Alma, e rafforzata dalle esperienze prima a Lugano a Villa Principe Leopoldo e presso il Ristorante Da Candida con chef Bernard Fournier, dove sperimenta la cucina francese, poi con Carlo Cracco, in un percorso che da Carlo e Camilla in Segheria lo porta al Ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele e infine da Cracco Portofino, con un intermezzo da Yannick Alléno presso il Resort Réva in Piemonte.

Bar e ristorante in dialogo
Al bar si può anche accomodarsi per uno snack e un cocktail, con una lista stagionale che comprende anche una decina di signature preparati dal giovanissimo (classe 2002) barman Cristian Caimmi. Tra questi un carezzevole The Fall, con Rum alle pere, Sciroppo di castagne, Marsala alle pere, succo di lime e il Quadri-tini (Vodka, Gin, extra Dry Vermouth).

“In lista giochiamo molto con i colori, lo chef chiede un colore e noi lo facciamo, stiamo lavorando a un cocktail completamente nero. Come gusti prediligo l’amaro e il secco, evito l’eccessiva dolcezza, penso all’aperitivo che stimola l’appetito” dice Caimmi.

“Pasteggiare a cocktail non è ancora una cosa che rientra in pieno nella mentalità italiana – dice Quadri – piace più l’idea, tanti fantasticano di pasteggiare con un drink ma poi alla prova dei fatti si tirano indietro. Più facile è proporre il cocktail a fine pasto: a breve introdurremo, per chi lo volesse, come abbinamento al dessert con il lampone (una frolla con crema al burro, gel di lamponi, lamponi freschi, crema inglese e vaniglia Tahiti, ndr) un cocktail a base di Vodka, Saké, succo di lampone e Champagne”.

Non solo: tra i cinque menù degustazione proposti al ristorante, uno, Ibiza, comprende un aperitivo da gustare al bar, con drink e selezione di finger food, oltre alla cena al bistrot.

La carta dei vini vede referenze italiane e francesi, con due diverse liste destinate al ristorante e al Cocktail bar.

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