Un format più unico che raro. Un ristorante cocktail bar, ma anche uno spazio multifunzionale che miscela food, vino, drink, arte, auto, natura. Mettendo insieme passione, collezionismo, ospitalità e ristorazione di alto livello. Ecco The Box a Origgio, a pochi km da Milano. Creato nel 2020 dalla famiglia Milini accanto all'officina Valvole in Testa, specializzata nel restauro d'auto d'epoca, ospita innanzi tutto, al piano terra, Olio: un elegante ristorante di pesce con terrazza e cucina a vista, regno di Andrea Marinelli, uno di quegli chef che non accettano compromessi di fronte alla qualità. Del resto, non si può dire che i prezzi siano "popolari", ma certamente sono adeguati al livello della proposta food, della carta dei vini e del servizio di sala.
Ma all'interno di Olio c'è anche una zona bistrot-lounge bar, con una carta food ad hoc, più abbordabile ma non per questo meno ricercata e di qualità, abbinata a una drink list studiata appositamente per abbinarsi ai piatti. E poi l'arte, dicevamo: alle pareti sono esposte infatti opere di pittori contemporanei (fra i quali, fra l'altro, l'ex cabarettista Francesco Salvi), mentre negli spazi esterni fanno mostra di sé le sculture di Giacinto Bosco.
[ngg_images source="galleries" container_ids="410" display_type="photocrati-nextgen_basic_imagebrowser" ajax_pagination="0" order_by="sortorder" order_direction="ASC" returns="included" maximum_entity_count="500"]Olio è un format unico. Lo si capisce immediatamente aggirandosi fra i tavoli dove, a rotazione, sono esposte alcune delle vetture storiche della collezione Milini. E che vetture: ai più appassionati non sfuggono, fra le altre, alcuni esemplari decisamente rari. Ma non è certo finita qui: salendo al primo piano, accanto a uno spazio per eventi privati e aziendali, ecco la sala che ospita proprio la collezione permanente di auto d'epoca della famiglia.
Non è tutto. Perché The Box non finisce di stupire nemmeno all'esterno, dove ci si trova a passeggiare in un orto che produce alcune delle materie prime utilizzate in cucina (più km zero di così...) fino a imbattersi nella serra, dove ad attirare la nostra attenzione, più delle piante, è una seconda raccolta di auto, in questo caso un po' meno antiche (dagli anni Sessanta in poi) ma non per questo meno interessanti.