Le speranze di sopravvivenza di Melegatti sono consegnate al fondo americano De Shaw & Co., che l’8 maggio (i termini erano scaduti il 7) ha presentato al Tribunale di Verona una manifestazione d’interesse per il salvataggio dello storica marchio dei pandori.
Se l’operazione andrà a buon fine, il fondo, che ha base europea a Londra ed è specializzato nel risanamento di aziende in crisi, dovrà fare fronte a un debito significativo. Un debito - spiega il corriere.it – che doveva essere di una trentina di milioni, ma in realtà supererebbe i 50 (si parla di 58). E che ha certamente contribuito al defilarsi di interlocutori seriamente interessati sul piano industriale come Hausbrandt.
Le speranze per i circa 70 dipendenti diretti di Melegatti (in cassa integrazione dallo scorso gennaio) sono condizionate alla disponibilità della proprietà di Melegatti e naturalmente all’approvazione del giudice.