L'articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza i gestori lo conoscono bene. Dà la possibilità ai questori di chiudere temporaneamente un locale qualora: "sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini".
Secondo il questore di Como, Michelangelo Barbato, il Made è un locale pericoloso. Per questo, dopo uno spiacevole episodio dello scorso 18 gennaio, ovvero il ferimento non grave di due persone durante una serata con Gué Pequeno, ha deciso di chiudere il locale per 30 giorni. In realtà, più di questo pur spiacevole episodio, in città e sui giornali locali si è parlato di un altro problema, non certo imputabile ai gestori del Made.
Molti, anche qualche minorenne, bevono alcolici prima di entrare in discoteca, un luogo in cui si può accedere già a 16 anni. Dopo diversi giorni in cui ha dato spazio a voci e pareri molto diversi tra loro, il 29 gennaio La Provincia di Como, il più importante giornale della città, ha messo in dubbio che la chiusura fosse davvero improrogabile pubblicando un lungo editoriale di Nicola Nenci.
Info su www.madeclubcomo.com
Approfondimenti su www.laprovinciadicomo.it/stories/Editoriali/se-como-nel-dubbio-spegne-la-musica_1043711_11/
Lorenzo Tiezzi