Ha il sapore del paradosso il pronunciamento dell’Antitrust europeo nei confronti di McDonald’s. Sul gruppo del fast-food, l’Eurosecutivo aveva aperto – già da fine 2015 – un fascicolo su presunti aiuti di Stato erogati dal Granducato di Lussemburgo alla multinazionale che ha scelto proprio il piccolo Paese - come molte altre holding internazionali - come sede europea, per la sua tassazione molto favorevole. Il sospetto era che la multinazionale avesse omesso di pagare circa 1 miliardo di euro di tasse tra il 2009 e il 2013.
Il risultato dell’iter giudiziale pare però poco confortante. L’azienda americana - ha concluso l’UE - non ha pagato le tasse dovute sui profitti in Europa, né negli Usa né in Lussemburgo (dove ha la sede europea). Tuttavia, non ha violato le regole e tutto ciò non è frutto di accordi “preferenziali” con il Granducato. Dunque, la Ue non può intervenire.
La commissaria Ue all’Antitrust, Margrete Vestager non ha però mancato di sottolineare l’iniquità della situazione fiscale di McDonald’s e ha plaudito il Governo lussemburghese, «che ha preso provvedimenti legislativi per affrontare la questione sollevata da questo caso ed evitare simili situazioni in futuro».
Con la decisione favorevole della Commissione europea - spiega il Sole 24 Ore - McDonald’s evita le pesanti multe imposte da Bruxelles ad altri giganti Usa come Apple, Starbucks e Amazon.