Secondo le stime del Consiglio dell’Unione Europea, ogni anno vengono generati oltre 59 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, con una perdita di circa 132 miliardi di euro. Per contrastare questo fenomeno e limitarne i danni economici, ambientali e sociali, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno definito un accordo provvisorio sulla riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030.
“L’accordo provvisorio dovrà essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento prima di essere sottoposto a revisione giuridico-linguistica. Una volta adottato formalmente, gli Stati membri dell’Ue avranno fino a 20 mesi per aggiornare le proprie leggi nazionali per seguire le nuove regole”, dichiara il Consiglio in una nota stampa.
Come riportato dal Consiglio dell’Unione Europea, si tratta di obiettivi ambiziosi ma realistici, che impegnerebbero gli Stati membri a ridurre del 10% gli sprechi derivanti dalla lavorazione, produzione e trasformazione, rispetto alla quantità media di scarti alimentari generati in questi settori nel periodo 2021-2023.
Inoltre, è prevista una riduzione del 30% pro capite degli sprechi nel commercio al dettaglio, nella ristorazione, nei servizi di ristorazione e nelle famiglie rispetto alla quantità media di spreco alimentare generata in questi settori nel periodo 2021-2023.
Infine, l’accordo prevede la donazione volontaria degli alimenti invenduti, ma ancora sicuri per il consumo.
«È la prima volta che l’Unione Europea stabilisce obiettivi ambiziosi per la riduzione degli sprechi alimentari, promuovendo sistemi alimentari più sostenibili», afferma Paulina Hennig-Kloska, ministra del Clima e dell’Ambiente della Polonia, a cui spetta la presidenza di turno dell’Ue fino al 30 giugno 2025.