E’ polemica sulla decisione di Jamie Oliver di chiudere sei dei suoi oltre quaranta ristoranti per “colpa” della Brexit. L'incertezza causata dalla decisione della Gran Bretagna di uscire dall'Unione Europea - è la tesi del celebre chef - avrebbe tenuto lontani i clienti e fatto scendere i guadagni.
L’annuncio, però - si legge su repubblica.it - viene ridicolizzato dai giornali: il motivo per cui il suo business è in crisi, scrivono, non ha niente a che fare con la Brexit. È che il cibo è mediocre e i prezzi sono troppo alti.
A lanciare l'accusa, specifica sempre epubblica.it, sono in particolare due giornali che hanno guidato la campagna per la Brexit: il Daily Telegraph e il Daily Mail. Le ragioni che citano, tuttavia, hanno qualche credibilità: la Brexit potrà anche dare una stangata alle tasche degli inglesi, ma non s'è ancora fatta sentire, anche perché per ora il cambiamento è stato solo psicologico, in attesa che si realizzi concretamente, se non con l'uscita vera e propria dalla Ue, fra un paio d'anni, almeno con la fuga di banche e investimenti.