Per chi nel riciclo del vetro ci crede veramente, ma anche per i più scettici - che magari si chiedono a cosa serva separarlo e raccoglierlo nelle apposite campane- arrivano dati incoraggianti.
Infatti secondo CoReVe (il consorzio nazionale recupero vetro) nel 2012 il tasso di riciclo ha raggiunto il 70,9% (pari, cioè, a 1.568.405 tonnellate). Ponendo il nostro paese più avanti di Francia e Spagna e sempre più vicino a Germania Svizzera. Con risultati positivi anche al sud che ha fatto registrare un miglioramento del 7,2%.
Inoltre, grazie al riciclo del vetro, nel 2012 i Comuni italiani hanno avuto un beneficio di 192 milioni di euro e l’industria del vetro ha potuto far a meno di approvvigionarsi di 3,1 milioni di tonnellate di materie prime (di estrazione e di impianti di origine chimica), ha utilizzato una quantità inferiore di energia pari a 3 milioni di barili di petrolio grezzo ed ha emesso una minor quantità di anidride carbonica in atmosfera pari 2 milioni di tonnellate.
Queste evidenze, però sono ulteriormente migliorabili. E adottare sistemi di raccolta “monomateriale”, possibilmente con separazione per colore, potrebbe essere una soluzione interessante, come dimostrano molti esempi dell’Europa Centrale.