Il ministro Martina a Reggio Emilia: il futuro del Parmigiano Reggiano

Il Ministro Maurizio Martina ha incontrato venerdì 15 dicembre, presso la sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano a Reggio Emilia, gli allevatori e i caseifici produttori del Re dei Formaggi. Una f...

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Il Ministro Maurizio Martina ha incontrato venerdì 15 dicembre, presso la sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano a Reggio Emilia, gli allevatori e i caseifici produttori del Re dei Formaggi. Una filiera importante, composta da 3mila allevamenti e da 330 caseifici che producono un fatturato al consumo pari a 2,3 miliardi di euro. Un’occasione di confronto sulla situazione del comparto e sulle sfide per il futuro.

“La filiera del Parmigiano Reggiano sta vivendo un periodo di grandi soddisfazioni su più fronti. Per il 2017 è prevista una crescita complessiva della produzione del 5% che porterà ad un totale di 3,65 milioni di forme: il livello più elevato nella storia millenaria della Dop” ha affermato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio di tutela.

“Il Parmigiano Reggiano è riuscito a superare brillantemente la tempesta della fine delle quote latte UE – continua Bertinelli – grazie soprattutto alla crescita dei mercati esteri che ci stanno dando molte soddisfazioni. Se nel 2007 la quota export era pari al 15%, lo scorso anno ci siamo attestati intorno al 38% e prevediamo un’ulteriore crescita per gli anni a venire, supportata da un maggiore investimento in comunicazione all’estero”.

“La sfida per il futuro? Gestire la crescita di produzione in modo razionale, mantenendo una buona remunerazione per le aziende. Per fare questo, lavoreremo in Italia per invogliare i consumatori che comprano i formaggi a pasta dura a scegliere il nostro prodotto, spiegando per quale motivo vale la pena scegliere la genuinità e l’assoluta naturalità del Parmigiano Reggiano. Ed investiremo sull’estero, per aumentare le vendite nei Paesi vocati al nostro prodotto (Francia, Germania, Regno Unito, Usa e Canada), ed aprirci a nuovi mercati, ad esempio ai Paesi del Golfo che mostrano un interesse crescente verso il Parmigiano Reggiano”.

Il Parmigiano Reggiano non solo è garante della qualità italiana nel Food, rappresenta anche un volano per il territorio. Solo nel 2017 sono stati circa 100mila i turisti che hanno visitato gli allevamenti e i caseifici di produzione. L’iniziativa “Caseifici Aperti” ha riscosso ampi consensi ed è ormai alla sua decima edizione. Lo scorso autunno, sono stati ben 57 i caseifici in tutto il territorio d’origine (Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del fiume Reno e Mantova a destra del fiume Po) che hanno deciso di aprire la porte ai consumatori per permettere loro di toccare con mano come nasce il Re dei Formaggi, e acquistare direttamente dai produttori.

Visite guidate al caseificio e ai magazzini di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni, viaggi alla scoperta della zona d’origine, delle sue terre ricche di storia, arte e cultura: sono queste le attività che saranno al centro delle azioni di marketing del Consorzio.

“Il Parmigiano Reggiano è stato collocato da IPSOS tra i primi 10 brand mondiali per reputazione e valore. Un motivo di grande soddisfazione per allevatori e caseifici che sono orgogliosi di rappresentare la più importante Dop italiana, ma anche una notevole responsabilità che impone al Consorzio di dare l’esempio e di dettare la strada nel rispetto della qualità, dell’identità e delle regole condivise” ha commentato Bertinelli.

“Cosa chiediamo alla politica? Non chiediamo sussidi, né contributi. Chiediamo strumenti e regole per riuscire a rimanere sul mercato a un prezzo adeguato al valore del nostro prodotto. Chiediamo supporto nella lotta alla contraffazione e all’Italian Sounding. In Europa il nostro sistema di vigilanza e repressione ha quei livelli di efficacia che ancora non sono possibili in tutto il mondo e ai quali l'Unione Europea deve assolutamente puntare. Fuori dall’Unione, si registra infatti un diffuso utilizzo ingannevole di richiami alla nostra denominazione e all'origine geografica del Parmigiano Reggiano, con evidenti ripercussioni negative sulle nostre possibili esportazioni. Chiediamo inoltre supporto negli accordi internazionali bilaterali e transnazionali, perché lo sviluppo del nostro prodotto è legato indissolubilmente alla crescita nei mercati estero” ha concluso Bertinelli.

L’incontro è stato moderato da Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita, che ha dichiarato: “Sicuramente la filiera dei prodotti DOP in questi anni ha rappresentato un valore aggiunto per l’Italia sia dal punto di vista economico che da quello sociale e culturale. I territori, con le loro eccellenze agroalimentari e vitivinicole, rappresentano un tratto distintivo del Made in Italy che non è fatto solo di tradizione ma, oggi più che mai, di innovazioni, tecnologie e giovani. La filiera del Parmigiano Reggiano DOP ha contribuito in maniera determinate a questo cambiamento che ha proiettato l’agricoltura italiana in una nuova fase”.

Il meeting è stato anche l’occasione per una riflessione sul nuovo libro del Ministro Maurizio Martina: “Dalla Terra all’Italia”, un testo dichiaratamente ottimista in cui racconta la passione, la fatica e la voglia di farcela di tanti giovani che stanno rilanciando l’agricoltura e l’alimentazione in un’ottica moderna e innovativa, sensibile alle istanze ecologiche e ai princìpi di cittadinanza e solidarietà.

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