Forum italo-russo: le ricette di Enit e degli assessori

Sarebbero delle ricette applicabili a ogni mercato turistico del mondo. Ma sono ancora più importanti per un mercato difficile come quello russo, che in questo momento subisce anchegli strascichi dell...

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Sarebbero delle ricette applicabili a ogni mercato turistico del mondo. Ma sono ancora più importanti per un mercato difficile come quello russo, che in questo momento subisce anchegli strascichi delle sanzioni Ue per la situazione ucraina. Ne hanno parlato oggi a Milano, durante il Forum italo-russo sul turismo, assessori e dirigenti al turismo di alcune regioni italiane, coordinati da Andrea Babbi, direttore generale Enit: “il turista russo, come ogni turista, ha delle esigenze; vuole incontrare gente che parla russo, avere possibilità di shopping, mangiare, e bere, bene, il più possibile vicino ai suoi gusti” ha spiegato Babbi, aggiungendo che “questi servizi di base si vanno ad aggiungere a tre grandi temi di cui uno molto specifico di questo mercato, ovvero le garanzie per i tanti operatori russi che falliscono in breve tempo. Noi abbiamo lavorato anche su questo”. Gli altri due temi sono i collegamenti aerei, “ad oggi vi sono collegamenti da e per 14 città italiane da 9 località russe, operati da 8 compagnie aeree ma, naturalmente, ce ne aspettiamo altri, anche e soprattutto per l’Expo – dice Babbi -. L’altra questione sono i visti, per i quali siamo collaborando fattivamente con le istituzioni. Con ottimi risultati”. Non per nulla proprio il consolato moscovita rilascia un terzo di tutti i visti rilasciati dalle sedi consolari italiane di tutto il mondo.
Naturalmente però si è parlato anche di offerta, che “noi in Lombardia abbiamo da tempo un prodotto ricco e articolato perfetto anche per il mercato russo che, però, non deve essere proposto in maniera disarticolata” dice Mauro Parolini, assessore al turismo di Regione Lombardia. Una “riunificazione” della promozione che anche Babbi celebra: “finalmente siamo tutti uniti sotto un unico brand Italia, anzi sotto due, perché in atnte fiere estere a cui abbiamo partecipato abbiamo sempre aggiunto il nome di Expo”
Expo che vuole cavalcare anche il Veneto, con una serie di proposte sull’asse dell’alta velocità da Venezia, Padova, Vicenza e Verona. “Stiamo preparando pacchetti ad hoc, naturalmente anche pensate per i russi: perché potremmo diventare una delle porte d’entrata per i russi in occasione dell’Expo, grazie ai nostri tre aeroporti specializzati Venezia, Verona e Treviso” spiega Massimo Finozzi , assessore al turismo del Veneto. La prima regione turistica italiana, con 16 milioni di turisti, 84 milioni di presenze, per 11 miliardi di euro di fatturato, “il doppio del manifatturiero legato al tessile” sottolinea Finozzi, vuole allargare ancora di più la sua offerta dopo le città d’arte, solo venezia totalizza 20 milioni di arrivi, il Garda, le Dolomiti, in benessere, i 42 campi da golf: “e lo vogliamo fare spingendo sempre di più l’enoturismo, visto che siamo anche la prima regione produttrice di vino in Italia”. Bene i russi che cresce a due digits: ogni anno; nel 2013 più 18%, con 1 milione di presenze, con gennaio di quest’anno ancora a un più 18%,”primo mercato per presenze per noi, secondo dopo i cinesi per gli arrivi. Mercati questi che ci aiutano a destagionalizzare, perché di solito dominano i tedeschi, al 35% del totale”. Crescita del mercato russo simile, più 24% nel 2012, più 26% nel 2013, anche per la Liguria, che vede “un comportamento che sta cambiando e che visita anche l’interno” dice la dirigente regionale ligure Elena Magni.
Altra regione sempre più visitata dai russi, più 40% ogni anno negli ultimi tre, è la Puglia; “per il suo mare, le sue Masserizie, ormai famose in tutte il mondo come esempio positivo di grande ospitalità ma, anche, per il fatto che San Nicola, il patrono di Bari, è anch eil santo principale degli ortodossi” spiega Rocky Malatesta, della direzione generale di Puglia Promozione.
Un’altra regione con in turismo al centro della sua politica è il Trentino, che ha visto negli ultimi 10 anni decuplicati gli arrivi: “che per noi ormai conta pe ril 18% del pil (contro il 9/10% a livello nazionale, ndr) – dice Raffaele Farella, dirigente per l'internazionalizzazione e la promozione estera della Provincia autonoma di Trento, che conta ben 240 mila presenze di russi ogni anno.
Infine ecco il prodotto che Fiorello Primi, presidente dell’associazione dei Borghi più belli d’Italia, propone agli stranieri: “la Bellezza. Dove noi siamo maestri. E per l’Expo proporremo 4 eventi e ben 100 itinerari per la manifestazione”.

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