Calano i consumi, ma il settore delle ristorazione continua a registrare il segno più. Il bilancio dell'estate tracciato dall'Osservatorio permanente Confimprese-Jakala sottolinea come la ristorazione commerciale (bar e ristoranti appartenenti a catene, ndr) abbia registrato nel mese di luglio un incremento quasi a doppia cifra sia rispetto allo stesso mese del 2022 che del 2019.
Un dato ancora più significativo se paragonato a quello, deludente, del comparto abbigliamento-accessori, con un trend allineato all’anno precedente (+0,1%), percentuale insufficiente a coprire l’effetto inflattivo del +5,9% (dati Istat).
“Nell'ultimo mese monitorato, luglio, si è visto un particolare segno positivo per quanto riguarda il settore ristorazione – afferma Alessandro Olivari, Senior Partner Jakala – Risulta al +7,8% rispetto a luglio 2022 ma al +5,9% anche rispetto a luglio 2019 pre-pandemia”.
Nel progressivo anno (gennaio-luglio 2023 vs gennaio-luglio 2022), inoltre, è sempre la ristorazione a guidare la corsa con un +13,8% sul 2022 e con un leggero positivo sul 2019 (+2,5%).
“Dopo un inizio anno permeato da un cauto ottimismo – commenta Mario Maiocchi, Direttore Centro Studi Confimprese – Nel mese di luglio cominciano ad affiorare segnali di affaticamento dei mercati. Non è bastato il bel tempo a dare energia ai consumi che, al netto dell’effetto inflattivo, mostrano il segno meno sia verso il periodo pre Covid sia, soprattutto, verso l’anno precedente. Segnali questi che devono alzare il livello di attenzione per i mesi a venire, fondamentali per definire il quadro economico di riferimento”.
«Dopo un inizio anno permeato da un cauto ottimismo – commenta Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese –, nel mese di luglio cominciano ad affiorare segnali di affaticamento dei mercati. Non è bastato il bel tempo a dare energia ai consumi che, al netto dell’effetto inflattivo, mostrano il segno meno sia verso il periodo pre-covid sia, soprattutto, verso l’anno precedente. Segnali questi che devono alzare il livello di attenzione per i mesi a venire, fondamentali per definire il quadro economico di riferimento».