Ne è passata, e ancora ne passa, di gente sotto le due cupole di Evita, discoteca della famiglia Toselli a Cavallermaggiore in provincia di Cuneo, locale inaugurato a dicembre del ‘69 con Mina e poi oggetto di un’importante ristrutturazione nel 1997. Oggi è guidato dai fratelli Enrico e Federica, proprio quest’ultima ha riavvolto il nastro della storica attività a conduzione familiare dalle punte di successo negli anni Duemila alla crisi Covid, che ha decisamente rimescolato le carte ma non compromesso il passo deciso dei Toselli.
Accanto a Evita, la famiglia piemontese possiede e gestisce con lo stesso calore un parco acquatico, e da quando ha rinunciato alla stagione estiva di Evita concentra tutti gli sforzi su quella invernale, che promette di far ballare da ottobre fino a maggio, nostop.
L’imperativo che scandisce il quotidiano di Enrico e Federica Toselli è stare al passo (sempre deciso). «Prima ci si poteva permettere di fare vera programmazione, anche a sei mesi - ci racconta Federica, tra l’altro esponente Silb-Fipe - Oggi il mondo corre talmente veloce da doverla fare quasi mensilmente, e in questo i social media incidono molto. I ragazzi di oggi seguono le mode, cambiano decisioni in fretta e per incontrare le loro esigenze devi essere più flessibile».
SICUREZZA (MA NON SOLO)
Evita può certamente giocarsi due carte importanti, una sorta di doppio jolly. La prima è senza dubbio quella di essere gestita a livello familiare: «Fa la differenza, perché dare calore ai clienti resta fondamentale. E gli stessi giovani ne hanno bisogno, cercano socialità», continua l’imprenditrice. «L’altra carta è la nostra versatilità - prosegue -. Abbiamo più sale, quattro serate specifiche di martedì, venerdì, sabato e domenica, la parte di ristorazione con cucina nostra interna che funziona molto bene e grazie ai larghi spazi ospitiamo anche eventi aziendali. Il martedì è poi molto forte: abbiamo una diretta televisiva fissa con le orchestre di liscio più famose d’Italia. La nostra è una gestione quotidiana, oculata».
Tema importante resta la sicurezza, punto cardine del settore: «Oggi le nuove generazioni sono particolarmente agitate, resta cruciale una buona selezione anche del personale, su cui continueremo a investire», spiega Toselli.
Infine, il solito - ma necessario - cenno sulla tassazione: «Servono agevolazioni sui contratti di lavoro e sull’Iva, inoltre determinate tasse non hanno più ragione di esistere».