«Serve un ulteriore salto di qualità nell’offerta». Ne è convinto Pietro Muresu, proprietario della discoteca Blu Star di Ossi, a Sassari in Sardegna. Muresu gestisce il suo locale dall’82, e per circa 25 anni si è occupato di mandare avanti anche La Siesta di Alghero. Conosce bene il settore, e non dimentica i tempi d’oro, «quando i locali venivano effettivamente presi d’assalto».
Ora, però, è cambiato tutto (o quasi). Anche a causa del Covid, che sulle discoteche ha pesato tanto. «E dobbiamo adeguarci - commenta -, studiando nuove strategie per cercare di rendere l’offerta sempre appetibile, lavorando ovviamente su una forma di divertimento sicuro senza perdere di vista le nuove tendenze. Restare fermi è impensabile».
Blu Star ha una capienza di 1.200 metri quadrati, conta quattro piste da ballo per altrettanti generi musicali diversi. «Il sabato è il nostro giorno - continua Pietro Muresu -. Ma stiamo studiando delle soluzioni, anche confrontandoci con le istituzioni, per modificare e trasformare i nostri locali rendendoli attraenti anche in altri giorni. L’idea è di aprire prima, creando spazi per aperitivi, cene, live. Oggi in discoteca si arriva troppo tardi e non vogliamo perdere la fascia più adulta, che per noi resta importante. Un’area estiva? Noi lavoriamo soprattutto in inverno, ma la stiamo valutando».
«ABUSIVISMO? ANDIAMO OLTRE»
Muresu ribadisce il peso dell’abusivismo per il comparto ma invita a guardare oltre: «È un problema radicato - conclude -, che solleva diversi quesiti in ambito normativo e fiscale, ma che non deve distrarci da quello che oggi è il vero focus. Come categoria dobbiamo sforzarci a comunicare bene ciò che offriamo, a trasmettere sicurezza soprattutto alle famiglie. Dobbiamo fare un salto di qualità necessario, ricercato in base alle nuove esigenze dei clienti, che non sono più quelli degli anni passati. Solo così daremo continuità al settore».