«Non è una partita che possiamo giocare e vincere da soli». Lo ha detto l’imprenditore Vincenzo Grasso, titolare insieme ad altri soci della discoteca Mob di Palermo (Carini), in Sicilia, oltre che esponente Silb-Fipe e tra gli organizzatori dell’Unlocked Music Festival. Grasso rimette al centro, alla vigilia dell’estate, le enormi difficoltà con cui si scontra il mondo della notte, e in particolare quello delle discoteche, e chiede chiaro ed esplicito supporto al governo che può certamente fare qualcosa per contribuire alla rinascita di un settore strategico per il Paese, vera miniera d’oro negli anni Novanta.
La storia di Grasso e della discoteca Mob risale al 2013: «La nostra è un’attività importante che ha ormai passato i dieci anni - ci racconta -. Parliamo di un top club in Sicilia che però risulta essere anche un’attrattiva turistica nazionale. Abbiamo una capacità di 1.700 posti e da noi passano artisti importanti, Bob Sinclair e Joseph Capriati per fare un esempio».
Ma lavorare bene e fare buoni numeri non basta. «Siamo soggetti a una forte, anzi aggressiva, concorrenza sleale - aggiunge l’imprenditore siciliano -. L’abusivismo è dilagante in tutte le città italiane e alcuni provvedimenti complicano la situazione. Collaboriamo con la forza dell’ordine, puntiamo sulla sicurezza e siamo dotati di sofisticati sistemi di videosorveglianza, ma è difficile anche evitare disordini e atti di violenza in questo momento e quindi siamo spesso percepiti come luoghi poco sicuri. Un vero danno».
Evolversi e studiare nuovi format - nel campo dell’enterteinment funzionano tantissimo i festival - risulta al tempo stesso importante per dare futuro al comparto, «ma l’azione del governo è cruciale - conclude Vincenzo Grasso -. Le norme in essere sono datate e in altre parti del mondo non vengono applicate. Non siamo così diversi dal mondo live, che però viene percepito molto meglio e trovo questo paradossale. Le nostre attività, che portano movimento e turismo, basta citare la riviera romagnola piuttosto che il Salento o la nostra Sicilia, hanno bisogno di supporto per avere un futuro. Faccio fatica, attualmente, a immaginarlo. Ma uniti possiamo fare la differenza».