Se ne parlava da mesi e dopo il via libera di fine ottobre da parte della commissione Industria del Senato a un emendamento al Ddl concorrenza, era diventata cosa certa. Adesso finalmente arriva l'approvazione definitiva della proroga fino al 31 dicembre 2024 del regime semplificatorio per dehors e tavolini all’aperto, strategici per il settore della ristorazione e del turismo e già “ulteriormente spinti” oltre i termini lo scorso febbraio.
Una disposizione che, secondo FIPE-Confcommercio, permetterà ai titolari di Pubblici Esercizi di non richiedere l’autorizzazione paesaggistica e culturale per gli spazi esterni funzionali all’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
La norma. sottolineano dalla federazione, va di pari passo con il nuovo stile di consumo degli italiani, che si sposta sempre di più verso il fuori casa.
"Per questo è arrivato il momento di una riforma strutturale nell’ottica di favorire un cambiamento di paradigma che passi da pura occupazione del suolo pubblico a una vera e propria riprogettazione urbana degli spazi esterni. I dehors, infatti, rappresentano un valore aggiunto non solo per le imprese, ma anche per i cittadini e le amministrazioni comunali: sono presidi di sicurezza, rendono i centri urbani più attrattivi, migliorano la fruizione della città, consentono di sperimentare nuove modalità di socializzazione e, da ultimo, rappresentano un’importante voce nel bilancio dei comuni", è la conclusione dell'associazione di categoria.
“Come Federazione confermiamo la nostra disponibilità a un confronto chiaro e costruttivo con le Istituzioni”, ha dichiarato Matteo Musacci, Vicepresidente Nazionale di FIPE-Confcommercio.
“Proprio su questo punto forniremo il nostro contributo sul disegno di legge che reca una delega al Governo per il riordino della cornice normativa in materia, che tenga conto, da un lato, delle esigenze di carattere economico e di programmazione degli investimenti delle categorie imprenditoriali e, dall’altro, della salvaguardia della sicurezza, dell’ordine pubblico, dell’accessibilità e del decoro urbano.
È arrivato il momento di prendere atto dell’importanza di queste strutture per le nostre città e di evitare atteggiamenti, come avviene in molte amministrazioni comunali italiane, che disincentivano le richieste e le concessioni di suolo pubblico” conclude Musacci.