Come riaprire sotto l’ombrellone: le pillole di Fipe

Gli italiani vogliono andare in vacanza e come conferma l’Istat uno su due è pronto a partire. La meta preferita? Il mare. Ma quali regole si dovranno rispettare sul litorale, negli stabilimenti balne...

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Gli italiani vogliono andare in vacanza e come conferma l’Istat uno su due è pronto a partire. La meta preferita? Il mare. Ma quali regole si dovranno rispettare sul litorale, negli stabilimenti balneari? Da Fipe alcune pillole di comportamento per riaprire in sicurezza sotto l’ombrellone.

Riaprire a norma anche in riva al mare. Ecco alcune regole da rispettare: dal distanziamento all’igiene, dalle prenotazioni allo steward di spiaggia.

Innanzitutto chiarezza informativa, anche per gli stranieri con scarsa (o addirittura nulla) dimestichezza con il bell’idioma italico.

Per questo Fipe consiglia di predisporre un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, magari prevedendo la figura di una steward di spiaggia, che accompagni all’ombrellone gli stranieri illustrando le regole di sicurezza in una lingua chiara per tutti.

Un altro punto da tener presente è che potrà essere rilevata la temperatura corporea dei clienti (dovremmo esserci avvezzi, ormai), impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.

Sul contingentamento delle presenze, per evitare assembramenti, forse non ci sarebbe bisogno di soffermarsi. Ma… meglio abbondare: è bene infatti (anche quando divampa la canicola e il virus sonnecchia) definire sempre e comunque il numero massimo di presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria, in modo da non creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita.

Per questo gli spazi vanno riorganizzati in modo da assicurare il mantenimento del distanziamento di almeno 1 metro tra gli utenti, a eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale.

Tra gli ombrelloni, invece, si deve garantire una superficie di almeno 10 m2 per ciascuno, indipendentemente dalla modalità di allestimento della spiaggia (per file orizzontali o a rombo). Le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), invece, quando non posizionate nel posto ombrellone, devono distanziarsi di almeno 1 metro.

Per gestire al meglio le presenze, inoltre, è raccomandato l’accesso agli stabilimenti tramite prenotazione (l’elenco va poi conservato per 14 giorni).

Sul fronte igiene va ovviamente predisposto gel disinfettante a disposizione di utenti e personali. Oltre a quella personale, vanno garantite anche la pulizia e la disinfezione delle aree comuni (spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, etc). Le attrezzature come a es. lettini, sedie a sdraio, ombrelloni etc. vanno disinfettate a ogni cambio di persona o nucleo familiare e, in ogni caso, a ogni fine giornata degli ambienti.

Sempre a fini igienici le postazioni di cassa possono essere dotate di barriere fisiche, in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione prodotti igienizzanti per le mani.

In ogni caso, è bene favorire modalità di pagamento elettroniche, eventualmente in fase di prenotazione.

E le attività sportive, da sempre protagoniste delle vacanze al mare?

In questo caso dipende molto dal tipo di attività: vietate, ovviamente, quelle che possono dare origini ad assembramenti e capannelli.

Al contrario, gli sport individuali che si svolgono abitualmente in spiaggia (es. racchettoni) o in acqua (es. nuoto, surf, windsurf, kitesurf) possono essere regolarmente praticati, nel rispetto delle misure di distanziamento interpersonale. Diversamente, per gli sport di squadra (es. beach-volley, beach-soccer) sarà necessario rispettare le disposizioni delle istituzioni competenti.

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