Continua a spingere l'inflazione in Italia. I rincari di alimentari e bevande toccano e superano il 7% – restando comunque al di sotto dei livelli generali (7,6%) – e si fanno sentire anche sui listini al pubblico praticati da bar e ristoranti, dalle pizzerie, dalle gelaterie, dalle pasticcerie e dal food delivery.
A tornare sull'argomento è il Codacons con la sua mappa del caro-ristoranti in Italia: “Tra emergenza bollette che ha aggravato i costi per gli esercizi pubblici e l’inflazione oggi per gli italiani mangiare fuori è sempre più costoso – si legge in una nota – I prezzi al pubblico nel settore della ristorazione registrano aumenti medi del +6,8% su base annua: i menu dei ristoranti costano oltre il 6% in più, una cena in pizzeria rincara del 7,6% e per una consumazione al bar si spende circa il 5% in più, mentre gelaterie, pasticcerie e fast food hanno ritoccato al rialzo i listini di quasi il 7%”.
IL FOOD DELIVERY VOLA AL +13%
Ma l’incremento più alto, tuttavia, spetta al sempre più diffuso food delivery, con i prezzi delle consegne di cibi e bevande a domicilio che salgono del +13% rispetto al 2022. “Tradotto in soldoni – spiega il Codacons – gli italiani, a parità di consumi, spendono quasi due miliardi di euro in più per il comparto della ristorazione a causa dei rincari registrati nel settore. In alcune città italiane, poi, i prezzi della ristorazione aumentano a velocità più che doppia rispetto la media nazionale: è il caso di Viterbo, dove cenare al ristorante costa oggi il 16% in più rispetto allo scorso anno. Aumenti pesanti anche a Siena (+11,5%), Brindisi (+11,1%) e Cosenza (+11%)”.
“Regalarsi una pizza fuori o cenare al ristorante è sempre più costoso – commenta il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Questo a causa delle tensioni nei prezzi al dettaglio che vengono poi scaricate dai pubblici esercizi sulle tariffe praticate al pubblico. Se si considera che una famiglia tipo destina in media ogni anno circa 1.080 euro al settore della ristorazione, il conto dei rincari di bar, ristoranti, gelaterie e non solo sfiora in totale i due miliardi di euro rispetto allo scorso anno. Incrementi dei listini che rischiano di determinare una riduzione dei consumi, con le famiglie che, per far fronte al caro prezzi, potrebbero tagliare la spesa per le consumazioni fuori casa”.