Caffè, le "bestie nere" dell'export italiano

Da una parte i richiami all’italia di prodotti che poco o nulla hanno a che vedere con noi, dall’altra i prodotti italiani di qualità bassissima Poniamo che un’azienda faccia circa 26 miliardi di fatt...

Condividi l'articolo

Da una parte i richiami all’italia di prodotti che poco o nulla hanno a che vedere con noi, dall’altra i prodotti italiani di qualità bassissima

http://www.mixerplanet.com/wp-content/uploads/2014/05/P11602791.jpgPoniamo che un’azienda faccia circa 26 miliardi di fatturato l’anno ma una sua concorrente ne faccia oltre 60 vendendo copie scadenti dei prodotti della prima. E se vi dicessi che la prima azienda non riesce a trovare un modo efficace per disfarsi della seconda? Ne sareste probabilmente sconcertati pensando a quanti soldini lascia in mano a quel concorrente così perfido. Bene, la prima azienda si chiama export italiano dell’agroalimentare e la seconda Italian Sounding: in poche parole l’industria del falso ha un fatturato doppio rispetto alle esportazioni della nostra industria alimentare.
Il fenomeno dei falsi cibi e vini italiani è diffuso in una sterminata serie di nazioni.  E' sicuramente più globale della nostra industria alimentare. Falsi che si trovano sugli scaffali della grande distribuzione in decine di paesi, con nomi di fantasia che ricordano l’originale. è purtroppo davvero facile incappare nel Parmesan (e nei suoi fratelli e cugini).
Il fenomeno riguarda anche il caffè: alcuni giganti dell’industria internazionale utilizzano un richiamo forte all’Italia, arrivando a usare il nome di nostre città su prodotti di bassissimo valore sensoriale. Così troviamo in etichetta ampi riferimenti a Venezia, Milano, Firenze, Roma ma dentro le lattine o le confezioni prodotti che possono essere considerati un puro insulto alla nostra cultura alimentare.
L’Italian Sounding è quindi la bestia nera dell’export italiano, una malattia per la quale non si è ancora trovato un vaccino efficace. Ma c’è un altro virus che mi pare stia circolando nel coffee business italiano, che credo potrebbe essere definito efficacemente come Italian Claiming: caffè realmente prodotti in Italia ma di qualità bassissima. Le carte dicono senza tema di smentita che sono realmente made in Italy, ma l’apertura di certi sacchetti spediti all’estero lascia imbarazzati: odori vegetali, muffosi, terrosi, fermentati aggrediscono il naso e picchi inusuali di amarezza e di astringenza devastano la bocca. L’italian Claiming è quindi un’altra forma di tradimento della tradizione italiana: è una promessa sensoriale non mantenuta, uno schiaffo all’amore per l’Italia nel mondo. E fa male perché è perpetrato da italiani.

Una possibile soluzione
Dicevo che una cura efficace per l’Italian Sounding ancora non si è trovata e pure per l’Italian Claiming non è facile individuarla, tanto più che il nemico è in casa e quindi opera da franco tiratore verso ogni possibile risoluzione del problema. C’è però una via che si può percorrere e che permetterà a tutti gli italiani che lavorano bene di andare in giro a testa alta: insegnare ad assaggiare agli operatori stranieri. Insegnare loro il profilo sensoriale di un buon espresso italiano. Un buyer che impara a distinguere un caffè di qualità da uno cattivo, e ne capisce le ragioni anche produttive, potrà finalmente mettere in crisi il torrefattore che gli propone un espresso Italian Claiming, andando a contrattare ferocemente il prezzo di acquisto perché sa cosa c’è realmente in quel sacchetto. Quel buyer ci aiuterà a togliere marginalità ad aziende che campano su promesse sensoriali non mantenute: e chissà che prima o poi qualche esportatore di spazzatura non decida di cambiare strada.

formazioneL’autore è Consigliere dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e Amministratore del Centro Studi Assaggiatori     www.assaggiatoricaffe.org

Chi fosse interessato a contattare l’autore può farlo scrivendo a: carlo.odello@assaggiatori.com

Viaggi dell'Elefante lancia gli Archeo Travels

08 luglio 2014 | Redazione

Viaggi dell’Elefante lancia il programma di viaggi archeologici Archeo Travels, realizzati in collaborazione con la rivista di archeologia Archeo e la rivista Medioevo. Le prime proposte, tutte con ar...

Notizie correlate

A Milano due corsi “pro” per sushiman e l'edizione 2026 della Italy Sushi Cup

17 aprile 2026 | Redazione

Come si diventa sushiman? Un sogno per molti, che può diventare realtà grazie a una tre giorni milanese a inizio giugno

Poli Distillerie presenta Athanor, il nuovo brandy distribuito da Meregalli Spirits

15 aprile 2026 | Redazione

Si chiama Athanor il nuovo brandy presentato da Poli Distillerie, che ha scelto il palcoscenico di Vinitaly 2026 per lanciare un distillato che viene non a caso definito "forgiato dal fuoco e dal temp...

Apre Lento. Dove tutto rallenta, tra piatti alla brace e cocktail in pairing

13 aprile 2026 | Redazione

Griglia e mixology a fuoco… lento. Tempo di brace, long drink, ma soprattutto di rallentare il ritmo di vita e concedersi un sano momento di relax per un momento serale di piacevole convivialità. Un’e...

Oem Ali Group: arriva Roto Dome, il forno elettrico rotante per la pizza professionale

09 aprile 2026 | Redazione

Si chiama Roto Dome, il forno elettrico rotante di Oem Ali Group che unisce tradizione, tecnologia e design per offrire prestazioni elevate, uniformità di cottura ed efficienza energetica in qualsiasi...

Partesa annuncia cinque new entry in portfolio

31 marzo 2026 | Redazione

Prosegue il percorso di valorizzazione del vino italiano di Partesa, che annuncia l’ingresso di cinque nuove realtà nel suo ampio portfolio di vini di qualità: Abraxas, Oskiros, Podere Poggio Scalette...

Abbonati al magazine

ANES, come partecipare alla B2B Marketing Conference
10 2025

L’appuntamento è a Milano il 22 ottobre 2025 alle ore 9.30, nell'Auditorium Giò Ponti di Assolombarda. La giornata sara’ l’occasione per celebrare il tradizionale B2B Special Day, giornata dedicata al...

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati