S.Bernardo ha pensato, con la consulenza dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, di studiare un nuovo aperitivo tutto piemontese, anche nel nome: il 'Barlandin' ('fanfarone' in dialetto piemontese).
La ricetta si basa su due ingredienti: le erbe autoctone (come aghi di pino mugo, menta peperita, matricaria camomilla e camomilla romana provenienti rigorosamente da agricoltura biologica) e l'acqua S.Bernardo, anch'essa del territorio poiché proveniente dalle Alpi Marittime tra Piemonte e Liguria.
Non a caso 'Barlandin' si presenta come un prodotto all'insegna della purezza, anche nel procedimento di infusione: le aromatiche essiccate a freddo e poi tritate vengono inviate all'aromatiere che si occupa di estrarne l'infuso per creare la miscela dell'aperitivo.
Afferma, a tal proposito, Antonio Biella, direttore generale di Acqua S.Bernardo: "I valori alla base del progetto sono l’autenticità il territorio e la condivisione. Grazie all’Università di Scienze Gastronomiche siamo riusciti a realizzare un prodotto fatto di erbe esclusivamente coltivate e raccolte in Piemonte".
A richiamare il territorio e la tradizione, anche la bottiglia: "Abbiamo voluto creare un’immagine che riportasse alla memoria un prodotto del passato, e abbiamo utilizzato il logo originale dell’azienda, quello del 1926", ha detto il direttore grafico di S.Bernardo, Gabriele Gioria.
Se si considera poi che S.Bernardo produce 'Barlandin' a Garessio (CN), nello stabilimento alimentato a energia eolica, si ha anche l'occasione di ricordare che l’azienda si impegna in ogni aspetto, anche nei suoi prodotti, a raggiungere l’impatto zero, per cui si è fissata una data entro la quale compiere il proprio obiettivo: entro il 2026, in occasione del suo centenario, anche grazie ai progetti con SlowFood e l’Università di Pollenzo.